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Eventi 24 novembre 2020

Il Dairy Summit alla seconda edizione, in formato digitale.

SGMARKETING presenta le principali evidenze dell’indagine sul consumatore per verificarne il sentiment e definire i fattori chiave per sostenere il mercato nel post-Covid.
Se nel 2019 l’industria lattiero-casearia era cresciuta ad un tasso del 2,5%, nei primi 9 mesi del 2020 ha registrato una flessione di quasi 2 punti percentuali, determinata da una caduta tutta concentrata nel semestre Aprile-Settembre (Fonte: elaborazioni SGMARKETING su dati Istat). Ma come sappiamo, il 2020 è un anno molto particolare, fortemente segnato dalla pandemia.

Il lockdown del 2020 ha ridotto fortemente gli acquisti del canale Ho.Re.Ca., che determina il 61% del valore finale prodotto dalla filiera (Fonte: Ismea). Sono, invece, cresciute le vendite Retail, in particolare in concomitanza con il lockdown che porta i consumatori a riacquistare l’abitudine alla colazione domestica e a dedicare più tempo alla cucina e alla preparazione di dolci casalinghi. In particolare, nei primi 8 mesi del 2020 i formaggi hanno messo a segno un incremento a volume dell’8,4%, le vendite al dettaglio di latte uht e di burro sono aumentate rispettivamente del 6,6% e del 20,9% (Fonte: Ismea-Nielsen). 

Trend che trovano conferma anche nel bimestre settembre-ottobre e nella prima settimana di novembre, con un’accelerazione nella crescita del venduto in concomitanza con le nuove strette alla mobilità e le nuove parziali chiusure della ristorazione stanziate dal governo. (Fonte: IRI)

Per approfondire il sentiment dei consumatori SGMARKETING, partner scientifico dell’evento, ha sviluppato l’annuale analisi consumer su 1000 acquirenti e consumatori di latticini, in modalità CAWI, identificando i fattori chiave utili per sostenere il mercato nel post-Covid.
Dall’analisi delle risposte risultano essere 3 le aree di lavoro rilevanti per distribuzione e produzione:

Supportare il consumo della categoria in chiave funzionale.
Infatti, tra i fattori di supporto al consumo, si segnalano il ruolo di sostegno alla nutrizione per latte (36,8%) e yogurt (46,3%), ed il vissuto proteico del formaggio quale buon sostituto della carne per il 38,7%.  Fattori critici di riduzione invece, la volontà di diminuire l’assunzione di proteine di origine animale in chiave flexitariana, e, in particolare per il formaggio, le ragioni di natura dietetiche-salutistiche.

Evidenziare il posizionamento legato all’origine ed al «made in Italy».
Comprare “made in Italy” è garanzia di qualità per il 36% degli intervistati, di sostegno alle economie locali 34,2% e di controllo della filiera (32%).

• Attivare percorsi di story-telling ingaggianti.
Rassicurare e coinvolgere il consumatore presentando la filiera produttiva, a partire dalla materia prima e dalle buone pratiche agricole, attraverso un racconto puntuale e credibile guidato dalla garanzia e dal benessere animale.

Un contesto che sottolinea, ancora una volta, l’importanza del ruolo della comunicazione, in cui il packaging ed il punto vendita giocano un ruolo strategico per sostenere il posizionamento della categoria.
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