Novità Freschissime

Trend 07 febbraio 2020

Il mercato delle carni tra integrazione della filiera e sostegno ai consumi.

L’indagine presentata da SG Marketing in occasione di Fieragricola 2020
Il ruolo socio-economico dell’industria delle carni all’interno del settore alimentare, sulla base dei dati ISTAT, si conferma come assolutamente rilevante coinvolgendo nei fatti il 3,2% delle imprese, l’8% degli occupati e generando il 12% del fatturato complessivo con un valore pari a 13,3 Mld€ nel biennio 2015/2016. Dinamiche nel complesso positive che si riscontrano anche sul fronte del valore aggiunto, (+60,5% per le carni rosse e rosa, +24,9% per l’avicolo) e della produttività media, cresciuta del +71,3% per le carni rosse e un +29,7% per il comparto avicolo. Siamo di fronte ad un settore che presenta importanti differenze strutturali che incidono sui livelli di integrazione delle differenti filiere; in particolare, se nel comparto delle rosse le prime 5 aziende generano il 27% del fatturato, per le carni bianche la concentrazione è decisamente maggiore con il 63% del fatturato generato dalle prime 6 aziende.

Sul fronte della domanda, sulla base dell’indagine condotta da SGMARKETING su 1.000 RA italiani, emerge un sentiment positivo rispetto la categoria, per la quale i driver a sostegno del consumo risultano essere il gusto e la valenza salutistica supportata dalla garanzia di prodotto. Resta infatti alta l’attenzione sul tema della sicurezza alimentare: nelle scelte del responsabile acquisti hanno un ruolo importante la filiera italiana e certificata, la garanzia del benessere animale e la presenza di prodotti di marca all’interno dell’offerta; elementi fondamentali che, per questo, necessitano di un’adeguata valorizzazione in termini di comunicazione on pack e in reparto. Cambiano le modalità di consumo: gli shopper coinvolti nell’analisi prevedono, nel prossimo futuro, un’evoluzione dei propri modelli di approccio alla categoria sempre più votati alle occasioni ricorrenziali e al fuori casa.

All’evento dello scorso 30 gennaio,  si sono confrontati operatori della grande distribuzione e produzione  delineando  le strategie possibili a supporto del settore, in particolare: Serafino Cremonini (Direttore Commerciale Inalca) ha sottolineato l’importanza di individuare un terreno collaborativo con i clienti della GDO per sostenere la categoria in acquisto. L’innovazione di prodotto e di canale saranno i futuri driver per assecondare il ritorno di appeal del fuori casa. Donato Didoné (Amministratore Delegato AIA) ha evidenziato l’importanza della marca industriale nella definizione dello scaffale di vendita e nelle performance di categoria, sostenendo la necessità di processi negoziali basati sul category management e sui dati di sell out dell’insegna. Per Claudio Mazzini (Responsabile Commerciale Settore Freschissimi Coop Italia) risulterà fondamentale puntare su nuovi format distributivi consumer driven e su modelli negoziali qualificati con accordi di lungo periodo open book. Duilio Ciardi (Responsabile Acquisti Carni Rosse e Responsabile Tecnici Carne Aspiag) ha denunciato la debolezza insita del settore auspicando maggiore integrazione - utile a evitare perturbazioni sul fronte del prezzo al consumo - e sottolineando come il rapporto con il territorio resti uno strumento chiave per sostenere il posizionamento distintivo d’insegna. Lara Sanfrancesco (Direttore Generale Unaitalia) ha infine tratteggiato il ruolo dell’associazione in rapporto alle politiche di sostegno al consumo; politiche basate sulle tematiche della sostenibilità, della salubrità del prodotto avicolo e che puntano l’attenzione dei presenti sull’importanza di sostenere il valore di prodotto coerentemente con i trend emergenti di consumo e contro le fake news che ne danneggiano l’immagine.
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