Comunicazione
Il semiomarketing
26/01/2012
Un’ applicazione degli studi semiotici alle ricerche di mercato
C’è un termine nuovo e misterioso nel mondo del marketing, già di per sé abituato ai neologismi, il semiomarketing: per sintetizzare all’estremo, l’applicazione degli studi semiotici alle ricerche di mercato.
I fini, naturalmente, sono quelli del marketing - trovare la strategia utile per un aumento delle vendite - mentre il mezzo è quello di ottimizzare la comunicazione attraverso tecniche di analisi che a loro volta hanno nomi importanti: netsemiology, artsemiology, logosemiotica, fonosemiotica, comunicazione relazionale polisemantica, modelli attanziali, quadrati semiotici ecc. ecc.
La semiotica - che studia i segni e il modo in cui questi creano significato - cercando di liberarsi così dalla connotazione di disciplina astratta e accademica, cerca di offrire le proprie regole ai progettisti della comunicazione scomponendo e ricomponendo il messaggio, ma tenendo conto della esigenza di raggiungere e interessare il target, fidelizzarlo facendo leva sui meccanismi narrativi profondi, ben conosciuti da questa disciplina.
Per fare un esempio - uscendo un po’ dall’astrattezza del discorso - uno strumento proposto dal semiomarketing per individuare la natura di un brand ed eventualmente riposizionarlo o renderlo più efficace è la tecnica dell'extrabrand che prevede un’analisi comparata di diversi elementi così definiti:
• l’archetipo, il modello, il prototipo alla base del brand
• la sorgente, l'idea alla base dell'identità percepita del brand
• l’identità con cui il brand intende mostrarsi
• la relazione che instaura con il destinatario
• il lector, il destinatario modello a cui intende rivolgersi
• il modus, lo stile comunicativo con cui si propone
• la letteratura, gli slogan, i payoff, i jeengle sedimentati nella memoria collettiva in relazione al brand, che ne raccontano il passato e l'esperienza e la memoria che di esso ha il pubblico
• l’aspetto, la forma, il colore, o altri elementi (musica, editing, fotografia) attraverso i quali il brand si presenta.
Una scaletta di questo tipo, che segue una successione scalare di approfondimento (dagli aspetti più inconsci e nascosti a quelli visibili e concreti), può applicarsi anche alla progettazione di un nuovo marchio - anche se in questo caso la voce letteratura che si riferisce al passato, alla storia del brand non ci sarà - e del resto gli esperti di marketing non sono nuovi a certi argomenti quali l’identità, l’essenza, la percezione del brand ecc.
Forse, la vera utilità di questo tipo di approcio, è proprio quella di fornire griglie nuove e nuove parole, per concetti noti ma che possono rivelare aspetti differenti quando affrontati da differenti punti di vista.
Per maggiori approfondimenti si può seguire il blog Comunicazione Relazionale Polisemantica dedicato a questa disciplina