Eventi
Le strategie di valorizzazione del reparto carni
26/01/2012
Presentazione dei risultati dell'indagine a cura di SG Marketing
Partecipazione e interesse per il seminario specialistico dedicato al settore carni nella Grande Distribuzione svoltosi a Bologna il 19 gennaio scorso, in occasione di MARCA 2012.
Durante l’incontro, organizzato da SG Marketing in collaborazione con Mark Up, sono stati illustrati i principali risultati dell’indagine relativa al progetto Retail Carni SG Marketing 2012.
Il seminario, oltre ad essere stato l’occasione per presentare al pubblico il supplemento di Mark up “Carni 2012”, dove sono riportati in maniera estremamente dettagliata i risultati dell’osservatorio, è stato un momento interessante di confronto tra alcuni dei protagonisti della distribuzione moderna italiana e il mondo produttivo.
Il progetto Retail Carni ha cercato di fornire alla Distribuzione Moderna italiana e al mondo produttivo un’occasione di discussione e riflessione in relazione alle politiche di valorizzazione di un reparto strategico per la GDO, alla luce dei bisogni emersi nelle indagini sul fronte della domanda. I protagonisti della tavola rotonda - Rossella Di Emidio (Direttore Marketing Magazzini Gabrielli), Marco Guerrieri (Responsabile Nazionale Settore Carni-Ittico Coop Italia), Giovanni Panzeri (Marketing Manager Marca Commerciale Conad) a rappresentare la distribuzione moderna italiana, Roberta Fileni (Direttore Marketing Fileni) e Mario Lado (Direttore Vendite Divisione Elaborati Montana Alimentari, Gruppo Inalca-Cremonini) per il mondo produttivo – vi hanno espresso il proprio punto di vista in relazione ai principali temi trattati, toccando tutte le leve del retailing mix per il reparto carne: politiche assortimentali, comunicazione, politiche di pricing e innovazione.
Per quanto riguarda le politiche assortimentali, è stato evidenziato da parte della distribuzione la volontà, nel prossimo futuro, di razionalizzare il numero di referenze e il parco fornitori puntando contemporaneamente a una crescita costante della politica di store branding. È risultato infatti che, nell’anno passato, il 92% delle catene interpellate si è focalizzata sull’inserimento a scaffale di nuove tipologie di prodotto a maggiore contenuto di servizio, quali ready to cook e ready to eat per assecondare le esigenze di praticità del consumatore, difendendo al contempo il margine del reparto carne.
Di conseguenza l’innovazione si posiziona strategicamente come il più rilevante dei temi, avendo negli anni passati stimolato la domanda in quei comparti carnei che hanno saputo sfruttare questa opportunità, ed è ritenuta strategica per smuovere la domanda di settori carnei “sofferenti” costruendo un offerta consumer oriented.
La presenza di comunicazione – in tutte le sue forme, dal packaging all’allestimento del reparto - quale strategia di supporto alle performance del settore carne ha rappresentato nel 2011 un elemento indispensabile secondo il 64% delle realtà distributive coinvolte nell’indagine, mentre la restante quota del 36% ha in agenda interventi, in quest’area, durante il 2012. L’indagine consumer poi, evidenziando una percentuale superiore al 50% di consumatori intervistati che decide solo nel punto vendita l’acquisto di carne, costituisce un elemento di riflessone importante sul quale le catene sono invitate a operare per trasformare questa sfida in opportunità da sfruttare per lo stimolo all’acquisto d’impulso. Ci si è inoltre soffermati sulla mancanza di comunicazione a supporto dei valori salutistici positivi che il corretto consumo di carne apporta.
In relazione alle politiche di pricing i risultati delle rilevazioni, che hanno trovato conferma nelle dichiarazioni della GDA, hanno consegnato l’immagine di un reparto in cui la competizione orizzontale di prezzo è sempre più dura da parte dei players distributivi. Con l’intento di mostrarsi più convenienti dei propri competitors, secondo le proiezioni sviluppate da SG Marketing, questo conflitto porterà con tutta probabilità nel giro dei prossimi tre anni, a una contrazione della marginalità percentuale del reparto carne da 1,1 punti per le carni bovine e avicunicole ad 1,6 punti per le suine. Davanti a tale prospettiva i partecipanti alla tavola rotonda si sono mostrati concordi nel ritenere la politica di abbassamento del pricing inefficace e deleteria se non associata ad altre leve.
Questi e tanti altri i temi trattati in occasione di un seminario che, oltre a riunire alcuni dei più importanti attori del settore, ha visto al centro delle discussioni il consumatore, principale protagonista nel processo d’acquisto all’interno del reparto carne.
Come già detto in precedenza il seminario ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso, che qui cogliamo l’occasione per ringraziare ricordando anche che è possibile scaricare dal sito SG Marketing, nella sezione approfondimenti la presentazione dei principali risultati del progetto Retail Carni SG Marketing 2012.